I segreti di Bruto

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14.00

Titoto: Il segreto di Bruto

Autore: Raffaele Alliegro

Edito da: Spartaco Edizioni

Pagine 240

ISBN:  9788896350706

Prezzo: € 14,00

Descrizione

Si finse stupido per sopravvivere alla collera di Tarquinio il Superbo. Covò vendetta coltivando il germe della ribellione. Fece esiliare il monarca tiranno, fondò la Repubblica, fu il primo console di Roma nel 509 a.C. Questa è la storia di Lucio Giunio Bruto, il predestinato dei libri sibillini. La Pizia, oracolo di Delfi, gli rivelò presente e futuro di una Roma all’epoca divisa tra due anime: quella romana, inflessibile, onesta, orgogliosa, primitiva, e quella etrusca, commerciale, moderna, raffinata, corrotta. Bruto sapeva che quel villaggio di rudi pastori sulle rive del Tevere era destinato a diventare caput mundi, trasformandosi nella più potente macchina da guerra mai esistita, tra lotte di potere, crudeltà, semi di libertà soffocati. E fu lui, nipote adottato del Superbo, da tutti creduto uno sciocco, a tessere la tela della rivolta democratica, che scoppiò devastante dopo lo stupro da parte di uno dei figli del re di Lucrezia, suicida per onore. Console inflessibile, Bruto fece decapitare perfino due dei suoi figli, rei confessi di avere tramato contro la res publica, e cadde in battaglia, consapevole che, centinaia di anni dopo, un discendente avrebbe raccolto il suo testimone, quel Marco Giunio Bruto congiurato contro Caio Giulio Cesare, alle Idi di marzo del 44 a.C. Nei cardini tracciati da Tito Livio nell’opera Ab Urbe condita, Raffaele Alliegro fa scorrere personaggi e accadimenti, perfetta sintesi tra fatti storicamente accertati e coerente invenzione, restituendo un clima di passioni e sentimenti autentici che, ieri come oggi e domani, agitano la vita degli uomini.

1 recensione per I segreti di Bruto

  1. Barbara Capotondi

    Un romanzo storico scritto esattamente come uno desidera che sia scritto un romanzo storico: prendendo le mosse dalle fonti – non analizzate storicamente, ça va sans dire, o non saremmo nel romanzesco, – si costruisce una storia verisimile e coerente con il contesto. Così ci troviamo catapultati nella Roma dei Tarquini, pragmatica, legata al mos, violenta, ma sempre disposta a strizzare l’occhio a magia e leggenda (non scontati né banali gli innesti e i collegamenti alla tradizione oracolare e ad Atlantide). Bruto, colui che si finge diverso, che accetta il suo destino così com’è scritto, fino alle estreme conseguenze, fino al sacrificio estremo che lo rende seme, e in qualche modo artefice, di un glorioso futuro per Roma. Chi non lo legge, perde un’occasione.

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