A tu per tu con… Manuela Chiarottino, prolifica autrice che ci parla di lei e delle sue esperienze editoriali

1. Prima di conoscere l’autore, conosciamo la persona. Parlaci un po’ di te, chi sei, da dove vieni, cosa fai nella vita.

Abito in un paese fuori Torino, sono una ex informatica, ora quasi counselor, infatti sono ormai all’ultimo anno di studi, un vecchio desiderio che ho voluto realizzare. Sono una mamma, una moglie, ho un gatto nero, ma coccolo tutti i gatti che vedo. E ultimo, ma non ultimo, sono una scrittrice e lo dico con felicità, perché al di là delle vendite o della fama, amo scrivere e non riesco a farne a meno.

2. Quando e come mai hai cominciato a scrivere? Cosa rappresenta per te la scrittura?

Ho sempre amato leggere, quando ero piccola e ancora non ne ero capace prendevo un libro e fingevo, inventandomi delle storie. Non so se è iniziato da lì, oppure dalle ore passate in biblioteca, quando accompagnavo mia madre al lavoro. Di certo dalla lettura è stato quasi naturale passare alla scrittura. Erano solo racconti che poi nascondevo o gettavo via, e alla fine nemmeno quelli, presa dalla quotidianità. Ho ripreso davvero a scrivere in un momento difficile della mia vita, la cosa mi ha aiutato, ho capito che quella dimensione mi faceva stare bene e non ho più smesso.

3. Quanto è importante secondo te per chi scrive essere anche un buon lettore?

Per me lo è tantissimo, non credo che chi gioca a calcio non abbia mai visto una partita o un pittore prima di iniziare a dipingere non sia mai andato a una mostra. Anzi, credo che occorra cercare di leggere un po’ di tutto, trovando nella lettura prima e nella scrittura poi, le proprie corde.

4. Quali sono gli autori e le letture che più ti hanno influenzato?

Quando ero una ragazzina ho fatto una lista dei libri che venivano definiti imperdibili, imponendomi di leggerli, forse alcuni nemmeno del tutto adatti alla mia età. Poi ho iniziato ad ampliare le scelte, per anni ho letto fantasy, poi ho scoperto il romance e ultimamente mi piacciono i thriller, ma in generale mi piacciono le storie che mi emozionano, che mi lasciano qualcosa, al di là del genere. Direi che tra le mie autrici preferite ci sono Isabelle Allende, Joanne Harris e Sophie Kinsella, per i suoi chick-lit, perché anch’io ogni tanto mi cimento in qualche commedia romantica.

5. 3 libri da salvare in caso di diluvio universale

I miei? No, scherzo. Le nebbie di Avalon, La casa degli spiriti e I love shopping per farmi due risate.

6. Una sera a cena con… (scegli un autore, vivo o morto, con cui sogneresti di passare una serata a cena conversando di libri)

Pirandello, come sua lettrice, umile scrittrice in cerca di consigli e counselor, penso che avremmo molto di cui parlare.

7. Quante pubblicazioni hai all’attivo?

Più di venti, di generi diversi. Ho anche sperimentato romanzi a quattro mani e naturalmente la forma del racconto.

8. Casa editrice o Self pubblishing? Ci racconti la tua esperienza a livello editoriale?

Ho iniziato col self, come penso capiti a molti, mentre per il secondo romanzo ho avuto la fortuna di essere pubblicata da Rizzoli. Le emozioni sono state diverse e così è tuttora. Da un lato con una CE hai quel senso di “essere scelta” che gratifica e poi hai qualcuno che si occupa dell’editing, della cover e almeno di parte della promozione. Con il self devi fare tutto tu, ma di pro hai che appunto sei tu che decidi ogni cosa, per questo per il momento sto continuando a seguire entrambe le strade.

9. I tuoi libri in che genere letterario possono essere collocati?

La maggior parte sono definiti romance, perché il tema portante è quello di un sentimento universale come l’amore, anche se poi io cerco sempre di mettere qualcosa in più della pura storia sentimentale, per incuriosire il lettore, come quando ho parlato degli ex-libris in “La bambina che annusava i libri” o delle leggende irlandesi del Piccolo Popolo in “Tesoro d’Irlanda”. Ho anche scritto pura narrativa, affrontando tematiche difficili, un paio di chick-lit invece per sorridere e due storie per bambini.

10. Ci racconti qualcosa del tuo ultimo libro?

In “La stessa rabbia negli occhi”, attraverso una storia di amicizia e d’amore, parlo di come in ognuno di noi esistano luci e ombre e di come a volte brillare faccia ancora più paura che restare nel buio. Nessuno è davvero perfetto e tutti possiamo trovare la nostra luce, bisogna solo amarsi per quello che siamo. Questo è il messaggio principale del romanzo, che, attraverso la voce narrante della protagonista, affronta in modo reale, ma delicato, tematiche come la perdita, il bullismo, l’autolesionismo e il dialogo tra genitori e figli. A volte è difficile comunicare perché si ha paura di deludere, di ferire, ma la chiusura non è che un muro di protezione, e questa è una cosa che può valere da ambo le parti. Spero che questa storia possa trasmettere non solo emozioni ma spunti di riflessione.

11. Come promuovi il tuo libro?

Soprattutto attraverso fb e instagram e, quando ne ho la possibilità, interviste radio..

12. Raccontaci una soddisfazione legata a questa tua ultima pubblicazione?

Devo dire che ho ricevuto delle bellissime parole per questo romanzo, ma una lettrice in particolare mi ha commosso non poco, scrivendomi che in Luna, la protagonista, aveva rivisto la figlia e il periodo in cui praticava il cutting. Ha apprezzato il modo in cui ne ho parlato e il messaggio positivo che alla fine il romanzo vuole dare.

13. Ora ci racconti una delusione?

Una vera delusione non l’ho avuta, forse il fatto che alcuni si sono fermati alla definizione, che ahimè bisogna sempre dare di un libro, cioè young adult, mentre in realtà è più un romanzo di narrativa, direi quasi di formazione.

14. 3 motivi perché questo libro va letto

Credo che sia una storia in cui ognuno può ritrovare qualcosa di sé, in fondo parlo di sentimenti universali come l’amicizia, l’amore, il dolore per una perdita e i modi diversi in cui viene affrontato, chi reagendo, chi chiudendosi o gettando la sua rabbia contro il mondo intero. Perché affronta il tema del bullismo ed è importante parlarne. Perché parlo del rapporto genitori e figli e può essere letto da entrambi.

15. Basta aver pubblicato un libro per definirsi uno scrittore?

Se al primo libro si scrive un bestseller forse sì, ma anche in quel caso di solito dietro c’è la gavetta, anche di anni e poi, in fondo, si dice che solo la storia definirà chi è stato davvero uno scrittore in base a cosa lascerà. Ma rimanendo nel presente, e con i piedi per terra, credo che non siano solo la fama o le vendite a consentire questa definizione. Io ci ho messo anni a dire “sono una scrittrice”, ma adesso lo faccio con orgoglio, perché amo scrivere e lo faccio con impegno e serietà, cercando sempre di migliorare, e perché, anche se nel mio piccolo, ho la gioia di avere dei riscontri con i lettori. In fondo sono stati loro a definirmi così.

16. Quali i tuoi sogni, i tuoi progetti e le tue ambizioni legate alla scrittura?

Magari non il bestseller, anche se è sempre il sogno proibito, ma un romanzo maturo che possa sì arrivare in tutte le vetrine ma soprattutto nelle mani di molti lettori, riuscendo a trasmettere loro ciò che volevo comunicare.

17. Quanto è difficile farsi largo nel mondo editoriale odierno?

Molto, perché il self da un lato ha dato la possibilità a tutti di pubblicare e, dall’altra, sono nate una miriade di piccole CE, che però spesso non fanno promozione e non aiutano davvero a crescere. Le grandi CE invece sono sempre più inavvicinabili, l’offerta di storie è più grande della domanda e purtroppo spesso, oltre al testo, è la popolarità nei social che fa pendere la bilancia.

18. Quanto sono importanti per te i social?

Sono importanti perché mi permettono di promuovermi senza grosse spese e mi offrono un contatto diretto con i lettori, cosa che prima si aveva solo nelle presentazioni, che rimangono però un’esperienza da non perdere. C’è però anche il lato negativo, i social devono essere seguiti giornalmente, con impegno e ore perse, e in più si dovrebbe creare interesse anche al di là del libro, cose che a volte fatico un po’ a fare..

19. La domanda che vorresti ti facessero (ma non ti fanno mai) legata al tuo essere scrittore?

Cosa pensi del fatto che i romance vengono spesso considerati di serie B, specie se scritti da donne? Ecco, questa è una cosa che mi fa sempre innervosire, perché anche nei romance si possono affrontare tematiche importanti e il lieto fine per me è solo un simbolo di speranza. E poi perché si relega questa lettura alle sole lettrici femminili, specie se scritti da donne, condizionando quasi il lettore uomo a non acquistarli a priori. “La stessa rabbia negli occhi”, ad esempio, se pur raccontata da una protagonista femminile, ha due protagonisti maschili in cui potrebbero ritrovarsi anche dei ragazzi.

20. Secondo te è vero che ci sono oggi più scrittori che lettori? Perché in Italia oggi si legge poco?

Sicuramente sì, la scrittura e soprattutto la pubblicazione ormai sono alla portata di tutti, col self, le CE a pagamento o le piccole CE, quindi molti si sono lanciati nella cosa senza nessuna base, lo vedo anche negli editing che mi sono capitati. Bisogna che i ragazzi siano istruiti alla lettura nella scuola, portando non solo classici, ma testi più vicini al loro mondo e fonti di discussione.

21. Che ruolo ha il Libro nella società attuale?

Oggi molti giovani, presi dai social, hanno dimenticato il potere del libro, ma il suo ruolo continua a essere necessario. Leggere permette di allenare la mente, di conoscere realtà diverse e di formulare proprie opinioni, di nutrire l’anima. Credo che fermarsi a leggere un libro sia anche un momento protetto, quasi intimo, dove il tempo si ferma e non c’è invasione esterna come accade nei social.

22. I tuoi prossimi progetti di scrittura?

Non so ancora la data, ma a breve dovrebbe uscire un romanzo storico, una storia d’amore dove ho descritto una protagonista femminile molto più intraprendente di quanto volesse l’epoca. E poi nel cassetto ho alcune storie da rivedere, di cui una che vorrebbe riprendere una tematica affrontata proprio nell’ultimo romanzo.

Riferimenti web/social personali (se si vuole lasciatrli) e di dove poter acquistare il libro/ i libri

https://www.facebook.com/manuelachiarottinoautrice/

https://www.instagram.com/manuelachiarottino/


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