Ogni volta che vedo avvicinarsi la stele della Madonna della Lettera, so che la Sicilia è vicina e un enorme sorriso si fa largo sul mio viso. Dal traghetto leggo la scritta che sfoggia la stele: “VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS” e con lo sguardo saluto Messina.
Sono passati dieci anni dalla prima volta in cui visitai quest’isola. Oggi il viaggio è molto diverso: dobbiamo mantenere le distanze, cambiare la mascherina ogni quattro ore e disinfettarci spesso le mani. Oggi il treno e il traghetto mi porteranno verso Palermo, una città che non ho mai visitato, la città che ospiterà una delle prime fiere editoriali organizzare dopo il lockdown: Una marina di libri.
Nonostante siano le dieci di sera di venerdì 25 settembre 2020, nonostante sia reduce di un viaggio di quasi otto ore, mi sento carica ed emozionata: sarà la prima vera fiera alla quale potrò partecipare sia come lettrice e amante dei libri, sia come autrice. Quando arrivo a Palermo Centrale indosso un cilindro da “Cappellaio matto”, perché è così che mi sento: viva e folle; spingo una valigia pesante e stringo al petto una copia del mio breve romanzo Vic, dopo la tempesta. Immediatamente un acquazzone si abbatte su tutta la città. Niente fiera per questa sera.
In stazione mi accolgono gli editori di Edizioni Effetto e i miei colleghi autori. Ci salutiamo, sorridiamo dietro alle nostre mascherine e scherzando mi dicono: “Tempesta è arrivata”. Tempesta è una delle protagoniste del mio romanzo, ma anche la pioggia che ci sta infradiciando. Allora ci dirigiamo verso l’appartamento che abbiamo affittato tutti insieme, mi raccontano del primo giorno di fiera, ridiamo tantissimo, dormiamo troppo poco. Il mattino dopo brilla un sole splendido e noi siamo pronti per raccontare le nostre storie ai lettori e ai visitatori.
Una marina di libri è organizzata presso l’orto botanico di Palermo. Una cornice magica. Ci sono alberi enormi dai tronchi buffi. Si intrecciano assieme, creano forme e figure particolari. Gli stagni vantano grandi ninfee e fiori di loto. Le serre ospitano tante piante grasse e resto sbalordita dall’altezza di alcune di esse. Dicono sia uno degli orti botanici più grandi d’Europa.
All’entrata lasciamo che controllino i nostri biglietti, ci misurano la temperatura e raccolgono le autocertificazioni. Dato il periodo particolare, è essenziale lasciare i nostri recapiti. Per qualsiasi problema verremo avvisati per mail. Il percorso fieristico è ben organizzato, possiamo procedere, soffermarci presso gli stand senza creare assembramento, non possiamo fare il giro a ritroso.
Con attenzione guardo ogni bancarella. Tutti gli espositori sono provvisti di gel disinfettante, sfoggiano libri dalle copertine molto particolari e mostrano gadget relativi alla propria linea editoriale. Ogni editore presenta voci differenti, che hanno voglia di gridare, di farsi conoscere, di lasciarsi ascoltare.
Noi arriviamo allo stand di Edizioni Effetto. Oltre agli editori siamo sei autori.
Sembra incredibile ma scopriamo un’impressionante sinergia. Sembriamo una famiglia: non siamo competitivi, ci aiutiamo a vicenda e ci divertiamo come dei matti. Doriana intrattiene i visitatori proponendo giochi relativi al suo romanzo. Si tirano dadi, si vincono spillette e si regalano sorrisi. Alessandro è bravissimo a incuriosire il pubblico presentando “Palmiro”, il suo protagonista ma anche presentando tutti noi autori. Alessio è il più giovane, l’unico palermitano, parla del suo saggio filosofico in anteprima e coinvolge chiunque passi dal nostro stand.
Antonio illustra il suo romanzo, l’ultima uscita di “Casa effetto” e non manca di emozionare. Poi c’è Flavio, editore e autore di due libri molto diversi fra di loro, pieno di energia, sa passare da un erotico/psicologico a un saggio informativo sulla cannabis. Infine, le due Giulia: l’editrice ed io. Offriamo ai passanti una scatola dorata a forma di stella. Da lì posso pescare le nostre “Frasi d’effetto”, citazioni che coinvolgono tutta la ventina di titoli della casa editrice. Quindi ne approfitto per parlare di Vic, della sua nascita da una pozzanghera, della sua continuazione prima su carta polaroid e poi sulle pagine di un libro.
Siamo fortunati, i nostri “vicini di stand” sono molto simpatici e alla mano, il pubblico è vivace, curioso, pronto al dialogo e felice di scoprire nuovi autori e tanti libri.
Nonostante il fine settimana sia intervallato da attimi di pioggia, riusciamo a interagire e coinvolgere i lettori. Quando c’è il sole rimaniamo vicino allo stand, sotto quegli alberi che ci offrono un’ombra generosa; se invece inizia a rannuvolarsi corriamo dentro una delle grandi serre e proponiamo attività alternative: presentazioni, interviste, una puntata speciale de “Il caffè delle arti” che presento ogni settimana assieme ad Alessandro e Doriana. Le persone sono soddisfatte, volano applausi e riusciamo a rallegrare quell’atmosfera grigia che ci dedica il cielo.
Resistiamo fino a tarda serata. Una domenica tanto densa di nuvole quanto di soddisfazioni. Molti dei nostri libri sono fra le mani di lettori stupendi, di persone che ci hanno ricaricato con la loro potente energia. Alcuni resteranno nella città di Palermo, altri viaggeranno per tutta l’Italia e si racconteranno come meglio possono.
Per quanto riguarda me, invece, è stata un’esperienza unica, ricca di tutto. Di emozioni forti, sorrisi, divertimento, amicizia, follia, grinta, passione, idee, progetti.
Palermo indimenticabile. Città che ha accolto la carta, l’inchiostro, tanti percorsi e infinite storie.
So che anche dopo dieci anni, verserò di nuovo una lacrima, durante il viaggio di ritorno. Dal traghetto guarderò allontanarsi la stele della Madonna della Lettera e, appena un secondo più tardi, conterò i giorni che mi separano dal prossimo incontro con la mia meravigliosa famiglia di pagine e avventure.


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