La camelia nera, di Ketty D’Amico, è un romanzo che ti conquista fin da quando si posano gli occhi sulla copertina e che mantiene la promessa, risucchiandoti letteralmente per tutto il corso della narrazione fino all’ultima pagina. Click.
Le scene iniziali presentano un mondo semplice, ordinario: marito e moglie stanno traslocando in una nuova casa, in un nuovo, borghesissimo quartiere; lui è appena stato promosso. Sembra tutto perfetto: il giardino in cui scorrazza doggy, gli scatoloni ormai vuoti e tutto l’arredamento perfettamente sistemato. Poi, durante il temporale “più violento degli ultimi cinque anni”, il mondo razionale del marito e quello irrazionale della moglie si scontreranno mentre la casa inizia a rivelare i suoi segreti.
Le ombre, le tenebre, la soffitta riportano tutto a galla: i ricordi, il passato ma, soprattutto, l’identità. Quella più vera, più reale, più intima, quella che spesso nascondiamo anche a noi stessi. Ma alla propria natura e al proprio destino non si può sfuggire. Si può cambiare, ci si può nascondere e reinventare, ma ciò che si è verrà sempre a galla a reclamare il suo spazio. Lo scopriranno, a loro spese, moglie e marito, che imprigionati dopo il click della botola metallica, dovranno guardare in faccia e affrontare il loro destino.
Allo stesso, il lettore non potrà esimersi dal rimanere affascinato e avvinto da una storia in bilico fra l’horror, il fantastico e la realtà più cruda. Click.

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La recensione è di Barbara Capotondi coautrice del romanzo giallo “L’eco della vendetta” e “La prigione degli amanti


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