Con questa intervista conosceremo meglio Mauro Toscanelli, romano, attore di teatro professionista che ha da poco pubblicato il suo primo romanzo dal titolo Requiem in tre frammenti.

1. Prima di conoscere l’autore, conosciamo la persona. Parlaci un po’ di te, chi sei, da dove vieni, cosa fai nella vita.

Sono Mauro Toscanelli, nato e cresciuto a Roma da genitori romani e nonni trasteverini, con un forte senso della romanità più autentica, quella legata alle tradizioni più nobili e popolari di questa città. Sono un attore professionista che alterna la sua presenza sul palco alla didattica come insegnante di dizione

2. Quando e come mai hai cominciato a scrivere? Cosa rappresenta per te la scrittura?

Ritengo che la scrittura sia inscindibilmente legata alla lettura. Non si può essere un valido autore se non si è un accanito lettore. La lettura ti apre la mente, ti insegna a ragionare, a sviluppare un senso critico, ad apprendere nuovi morfemi e a pensare con la tua testa, quindi ti rende libero. Ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una famiglia dove era normale per me vedere congiunti che, ognuno nella propria poltrona o sulla propria sedia, erano assorti nelle proprie letture. Ho cominciato a leggere all’età di tre anni e mezzo e, sempre a quell’età, a manifestare la mia attitudine attoriale, recitando a soggetto scenette da me inventate indossando gli abiti che trovavo in casa (di mio padre, mia madre, mia sorella) oppure, qualche anno più tardi ma sempre bambino, a scrivere dei piccoli drammi che sottoponevo ai miei compagni di gioco, obbligandoli a recitarli. Poi da adolescente ho scritto canzoni, poesie e ancora piccole drammaturgie. La narrativa è giunta inaspettata a 40 anni, quando, dopo aver maturato esperienze di vita piuttosto pesanti, ho avvertito l’urgenza di buttare giù una storia.

3. Quanto è importante secondo te per chi scrive essere anche un buon lettore?

vedi risposta 2

4. Quali sono gli autori e le letture che più ti hanno influenzato?

Gli autori che maggiormente mi hanno influenzato sono i drammaturghi classici (Shakespeare, Goldoni, Calderon de la Barca) e contemporanei (Pinter, Beckett, Ionesco, Brecht, Pirandello, Checov). Tra gli autori di narrativa vi sono quasi tutti gli autori russi, alcuni autori ungheresi (Marai, Szabò) e diversi autori italiani (Maraini, Ammaniti, Tamaro, Baricco, Mazzantini).

5. 3 libri da salvare in caso di diluvio universale

La casa degli spiriti di Isabel Allende

La porta di Magda Szabò

Le braci di Sandor Marai

6. Una sera a cena con… (scegli un autore, vivo o morto, con cui sogneresti di passare una serata a cena conversando di libri)

Dacia Maraini

7. Quante pubblicazioni hai all’attivo?

Uno

8. Casa editrice o Self pubblishing? Ci racconti la tua esperienza a livello editoriale?

Casa editrice “La Rondine”. Ho deciso di affidarmi innanzitutto ad un agente (Agenzia Letteraria Toniarini Dorazi) che mi ha preso per mano e condotto in un universo a me sconosciuto e nel quale ero incapace del tutto di muovermi. Il suo contributo è stato fondamentale per un duplice motivo: in primis per la fase di editing in cui ho appreso ad “asciugare”, a sintetizzare la forma espressiva. Ho avuto un arricchimento in termini di tecnica di comunicare, di raccontare una storia. Nella drammaturgia è diverso, mi sento più a mio agio, è il mio mondo. Con questa esperienza ho imparato una nuova forma di linguaggio e per me è fonte di grande gioia. Inoltre, il contributo dell’Agenzia è stato determinante per la scelta e l’individuazione della Casa Editrice.

9. I tuoi libri in che genere letterario possono essere collocati?

Narrativa (Romanzo). Ho scritto anche molti testi per il teatro.

10. Ci racconti qualcosa del tuo ultimo libro?

Il mio ultimo romanzo (che è anche il primo) racconta la storia di tre individui, tre microcosmi (di cui due formano una coppia sposata) i quali, su uno sfondo storico che copre l’arco di circa sessant’anni, vengono a collidere in un particolare momento delle loro rispettive vite, facendo emergere la loro deriva personale e come appartenenti ad una società non ancora pronta ad accoglierli nella loro autentica essenza

11. Come promuovi il tuo libro?

Il libro lo promuovo maggiormente attraverso presentazioni nelle più svariate location (librerie, circoli ricreativi, associazioni culturali, spazi teatrali) nonché con la diffusione sulle principali piattaforme di social network

12. Raccontaci una soddisfazione legata a questa tua ultima pubblicazione?

La principale soddisfazione legata alla pubblicazione di questo primo romanzo è quella di rendere attraverso di esso, un omaggio virtuale ai miei genitori che ho avuto la sfortuna di perdere troppo presto, lasciandomi aperta una ferita su cui ho dovuto lavorare a lungo per ricucirla alla bell’e meglio. Ogni tanto trasuda ancora sangue, ma ora ho gli strumenti per tamponarla. Questo romanzo è un tentativo di dare voce a tutti i racconti che questi due pilastri della mia esistenza mi hanno fatto sulla guerra e le sue atrocità, sulla dignità di chi dopo aver perso tutto, si rimbocca le maniche e si rimette in piedi, magari con una scarpa e un piede scalzo, ma in piedi!

13. Ora ci racconti una delusione?

La delusione è legata alle difficoltà insormontabili che trova un autore sconosciuto nel momento in cui decide di pubblicare un suo manoscritto. La quasi totalità delle case editrici chiede dei soldi per poter pubblicare (il famoso “contributo di edizione”) sotto forma di anticipo o di somma non più ripetibile. Ebbene se non avessi avuto l’appoggio e il sostegno di un’Agenzia

14. 3 motivi perché questo libro va letto

Se fossi un semplice lettore che deve consigliare il mio libro direi che andrebbe letto per venire a conoscenza di alcuni aneddoti familiari legati alla seconda guerra mondiale realmente accaduti nella mia famiglia o in altre da me conosciute; per rendersi conto della difficoltà sanguinolenta di instaurare un rapporto affettivo tra persone dello stesso sesso in un contesto storico-sociale totalmente avverso e ostile; per conoscere un pezzettino in più di me.

15. Quanto ti senti “scrittore”?

Non sono uno scrittore. Sono un semplice autore di professione narratore. La parola è vita per me.

16. Quali i tuoi sogni, i tuoi progetti e le tue ambizioni legate alla scrittura?

Rispetto alla scrittura mi auguro di continuare a raccontare storie nei prossimi anni, a riversare nella parola scritta tutte le esperienze di vita che si fissano nella mia mente e che vengono centrifugate dalla mia inesauribile immaginazione.

17. Quanto è difficile farsi largo nel mondo editoriale odierno?

(vedi risposta 13)

18. Quanto sono importanti per te i social?

I social sono fondamentali per promuovere le iniziative e gli eventi legati alla vita professionale. Restano, invece, per me voluttuari per promuovere solo il proprio ego.

19. La domanda che vorresti ti facessero (ma non ti fanno mai) legata al tuo essere scrittore?

Quanto ti costa scrivere in termini di fatica e di conciliazione con il tuo lavoro?

20. Quanto di quello che hai dentro e vorresti dire, riesci effettivamente a riversare in ciò che scrivi??

Tutto. Per fortuna riesco, con enorme sacrificio e opera di cesello e continui ripensamenti, ad esprimere tutto quello che mi ero prefissato di comunicare.

21. Perché secondo te in Italia si legge poco e si parla di crisi dell’editoria?

Perché l’italiano medio è ontologicamente superficiale

22. I tuoi prossimi progetti di scrittura?

Un nuovo romanzo su cui sto lavorando dallo scorso anno, incentrato su un rapporto filiale complesso e conflittuale che si innesta su un dramma personale legato alla propria identità di genere.

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