Recensione dell’autore Simone Fiocco

Quando ho scoperto che il buon Marco Mancinelli si era cimentato nella titanica impresa di raccontare una storia di vampiri con una trilogia sono rimasto da subito incuriosito. Di libri di vampiri ne ho divorati a bizzeffe e il primo pensiero è stato “Che genere di vampiri saranno?” Saranno i classici succhia sangue della tradizione gotica? Forse ricorderanno i patinati teenagers delle più moderne saghe? O somiglieranno alle tormentate creature create dalla penna della Rice? Sui vampiri si è detto di tutto e di più, e creare una storia originale con dei personaggi che non ricalchino protagonisti già visti non è certo semplice. Sarà riuscito Marco nell’impresa? Spoiler: sì. Ma andiamo con ordine.

La storia ci catapulta nella Francia del 1789 dove troviamo la giovane e nobile Lucille de Brienne consumata da una terribile malattia che la affligge sin da bambina. Quando la furia della rivoluzione francese si abbatte sulla sua casa, Lucille verrà salvata da Conrad Noel, un antico vampiro che decide di donargli l’eternità, una decisione che rimpiangerà nei secoli a venire. Infatti, Lucille, da donna rassegnata a una dolorosa fine, si trasformerà in una astuta vampira affamata di vita, così determinata e potente da riuscire a sfuggire al legame mentale col suo maestro. Comincerà una lunga caccia nei secoli che ci porterà a esplorare l’Europa durante le sue guerre, le sue miserie e le sue conquiste ma non sarà sempre semplice capire chi è che dà la caccia a chi. Avremo da una parte la voglia di libertà e di vita di Lucille, dall’altra l’orgoglio di Conrad, la sua paura di aver creato un qualcosa di incontrollabile. Quando tutti i tentativi di Conrad di acciuffare la sua discepola sembreranno ormai falliti, l’antica leggenda di un misterioso demone africano lo spingerà a imbarcarsi per il Congo in cerca di un potente alleato.

L’ambientazione è così ampia e tocca così tanti argomenti e avvenimenti storici cruciali che il rischio di facili incongruenze o banalità era dietro l’angolo; Marco riesce invece a darci delle puntuali istantanee di questo o quel periodo senza mai staccare l’attenzione dai suoi protagonisti, anzi facendoci vedere come questi reagiscono a determinati dilemmi, come affrontano il dolore. La forza di questo primo capitolo della trilogia secondo me è proprio nel un continuo mettere alla prova i protagonisti. Veniamo coinvolti dai personaggi vivi e vibranti che non possiamo non amare o odiare. All’inizio si prova pena per la povera Lucille, poi con lo scorrere delle pagine il personaggio evolve, così come Conrad, ma quando siamo certo che ormai non cambieremo più opinione ecco un’altra inaspettata svolta che ci costringe a domandarci sulle intenzioni dei personaggi, sui loro valori.

Quindi che tipi di vampiri si nascondono nelle pagine di questo libro? Marco ha fatto tesoro della rivoluzione della Rice ma senza scimmiottarla o collocarla in contesti Urban con facili scorciatoie, tutt’altro. Ha usato il suo stile gotico per riportare i vampiri alle loro origini ma tenendo bene a mente tutto il pesante carico che queste creature letterarie si sono portate dietro dai tempi di Polidori fino a oggi. Il libro scorre che è una meraviglia e non mancano i colpi di scena, le parti leggere e quelle che ci costringono a riflettere sull’essenza del tempo. Personalmente ho divorato la storia in due giorni e non vedo l’ora di mettere le mani sul secondo capitolo che è già disponibile nel catalogo della Bakemono lab.

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