Giulia è una ragazza di 30 anni nativa della toscana che ora vive e lavora in Calabria.
Con questa intervista scopriremo un’artista poliedrica e sensibile, autrice già di 5 pubblicazioni e una passione per la fotografia che coltiva con la stessa intensità.
In occasione del suo ultimo libro Vic, dopo la tempesta, le chiediamo di parlarci un po’ di lei, delle sue esperienze editoriali e dei suoi progetti artistici.

1.Prima di conoscere l’autore, conosciamo la persona. Parlaci un po’ di te, chi sei, da dove vieni, cosa fai nella vita.

Mi chiamo Giulia Savarelli e sono nata il 30 maggio 1990 a Castiglion Fiorentino, una piccola città in provincia di Arezzo. Sono laureata in letterature e traduzione interculturale presso l’Università di Roma di Tre e ho frequentato la scuola di fotografia Csf Adams a Roma. Attualmente vivo in provincia di Cosenza, insegno lingua e cultura spagnola, scrivo e faccio parte dell’associazione fotografica “Ladri di Luce”. Sono una meticolosa collezionista di sensazioni, attratta da tutto ciò che di bizzarro c’è. Somiglio a un dettaglio fuori fuoco, a un ossimoro e ai verbi difettivi.

2. Quando e come mai hai cominciato a scrivere? Cosa rappresenta per te la scrittura?

Ho cominciato a scrivere nel momento in cui ho compreso quanto sia importante comunicare, non con tutti, ma con coloro che sanno ascoltare, leggere, vedere. La scrittura e la lettura sono un invito a scambiarsi vite, attimi, dettagli, senza imporre il proprio egocentrismo.

3. Quanto è importante secondo te per chi scrive essere anche un buon lettore?

Per chi scrive non è importante essere un buon lettore, è essenziale.

4. Quali sono gli autori e le letture che più ti hanno influenzato?

Non saprei dire quali autori o letture mi hanno maggiormente influenzata. Dentro gli scritti che creo si nasconde il mio intero vissuto, ogni parola che nei giorni ho letto e ascoltato. Posso però dire che fra gli autori che più apprezzo compaiono Viola di Grado, Valentina D’Urbano e Mathias Malzieu.

5. I libri da salvare in caso di diluvio universale

Cuore cavo di Viola di Grado, Acquanera di Valentina D’Urbano e La meccanica del cuore di Mathias Malzieu

6. Una sera a cena con… (scegli un autore, vivo o morto, con cui sogneresti di passare una serata a cena conversando di libri)

Difficile. Provo con Valentina D’Urbano.

7. Quante pubblicazioni hai all’attivo?

Cinque pubblicazioni (legate a scopi molto diversi fra loro)

8. Casa editrice o Self pubblishing? Ci racconti la tua esperienza a livello editoriale?

Casa Editrice. Non mi sono mai approcciata al Self Pubblishing, quindi non so dare un giudizio ben preciso a riguardo. Dentro una Casa Editrice siamo un po’ tutti come una famiglia: collaboriamo, ci scambiamo idee, cresciamo insieme. Non potrei rinunciare a tutto questo.

9. I tuoi libri in che genere letterario possono essere collocati?

I miei libri non appartengono tutti allo stesso genere letterario. Spazio fra narrativa e poesia, non escludendo la fotografia.

10. Ci racconti qualcosa del tuo ultimo libro?

Il titolo del mio ultimo libro è Vic, dopo la tempesta, edito da Edizioni effetto. Questo breve romanzo parla di Speranza, una ragazza che continua ad aggrapparsi alla disfunzione del suo ventricolo sinistro pur di non vivere appieno il presente e restare incastrata fra i ricordi. Finché, dopo un violento temporale marzolino, ella non rimarrà incantata da una misteriosa sagoma che sembra vivere dentro le pozzanghere. Lui è Vic, giovane dai vestiti di tenebra e dalla pelle di luna, un ragazzo proprio come tutti gli altri, oppure, la soluzione alla paura corroborante che continua a logorare il cuore di Speranza.

11. Come promuovi il tuo libro?

Promuovo il mio libro attraverso presentazioni o eventi letterari. Ogni volta che mi è possibile partecipo a fiere del libro, interviste e incontri. Sono molto attiva anche nell’ambito dei Social Network.

12. Raccontaci una soddisfazione legata a questa tua ultima pubblicazione?

La maggior parte dei lettori mi ha contattata per dirmi che si è rivista dentro le mie parole e che questa storia è stata utile per trovare il coraggio di combattere in situazioni difficili. Sono stata orgogliosa del mio lavoro, ma anche di chi, con me, ha deciso di “affrontare le tempeste”. Inoltre, questa pubblicazione, mi ha permesso di conoscere tante persone fantastiche che operano nel settore dell’editoria, nonché alcuni miei colleghi scrittori.

13. Ora ci racconti una delusione?

Per adesso non ce ne sono, poi con il tempo, chissà.

14. 3 motivi perché questo libro va letto

I tre motivi sono i tre protagonisti: Vic ha voglia di prenderti per mano, Speranza di raccontarti la sua storia e Tempesta di incasinarti ben bene la vita.

15. Quanto ti senti “scrittore”?

Mi sento così tante cose che più che scrittrice appaio come un puzzle o un rompicapo. La scrittura però, assieme alla fotografia, mi permette di ritrovarmi, in mezzo a questo labirintico caos.

16. Quali i tuoi sogni, i tuoi progetti e le tue ambizioni legate alla scrittura?

Vivo la scrittura un po’ sul momento. Ora come ora sto editando un nuovo romanzo breve e sto lavorando in un progetto un po’ più particolare: una ricerca sull’autoritratto fotografico che spazi dalle sue origini all’epoca contemporanea, includendo sia i miei progetti di autoritrattistica che quelli di altri artisti italiani.

17. Quanto è difficile farsi largo nel mondo editoriale odierno?

È abbastanza difficile farsi spazio in un momento in cui molte persone desiderano scrivere. Eppure, le soddisfazioni continuano ad essere più delle difficoltà.

18. Quanto sono importanti per te i social?

Ammetto che la mia preferenza ricade nel contatto umano: vedersi, parlarsi, riflettere assieme. I Social possono comunque essere utili per creare una rete di conoscenze, per pubblicizzarsi attraverso immagini, estratti, post. Da soli non bastano, però contribuiscono.

19. La domanda che vorresti ti facessero (ma non ti fanno mai) legata al tuo essere scrittore?

A chi hai pensato, quando hai saputo che il tuo primo libro sarebbe stato pubblicato?

20. Quanto di quello che hai dentro e vorresti dire, riesci effettivamente a riversare in ciò che scrivi?

Credo che in ogni scritto, in maniera conscia o inconscia, appaia la figura dell’autore. Ciò che provo, che ho sentito, che vorrei percepire, è tutto racchiuso fra pagine di carta, assieme alle persone che ho conosciuto, ai libri che ho letto, alle canzoni che ho ascoltato e ai luoghi che ho visitato.

21. Perché secondo te in Italia si legge poco e si parla di crisi dell’editoria?

Viviamo in un’epoca in cui ci sono tante alternative che possiamo scegliere durante il nostro tempo libero, forse troppe. Spesso un libro viene visto come qualcosa legato allo studio, ai compiti, alle regole, quasi come fosse una sorta di nemico. Forse sta anche a noi scrittori ed editori, convincere gli altri che la carta può essere un’alleata, un’amica, una mappa di viaggi interiori.

22. I tuoi prossimi progetti di scrittura?

Un breve romanzo ambientato a Cosenza, altri tre protagonisti tutti particolari che cercheranno di conoscersi fino a “prendere fuoco”; Un progetto legato all’autoritratto fotografico che spazierà dalle sue origini all’epoca odierna, soffermandosi su progetti di artisti italiani contemporanei.

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